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Programma radiofonico ideato da: Renzo Arbore e Gianni Boncompagni - 1970

Alcune poesie di Marius Marenco


 
IL FRIGORIFERO

Tu sei un frigorifero
tu sei un frigorifero da cento litri
dentro di te c'è la roba da mangiare
dentro di te c'è la roba da bere
dentro di te c'è un'anima fredda
dentro di te c'è una lampadina
ma sotto di te nessuno sa
che cosa c'è.
Tu ogni tanto
ti metti a respirare
tu ogni tanto
ti metti a lavorare.
Tu hai una porta bianca
ma non hai finestre
e quando sei chiuso
sei chiuso.
Tu sei chiuso, o frigorifero
e perciò di notte
sempre sogni di correre di andare,
di andare in bicicletta
o a pattinare
e intanto con quelle rotelline
non puoi andare
non puoi pattinare.
Solo poco ti puoi spostare
per farti pulire sotto
o frigorifero.

IL BRUTO

Tu sei un bruto
hai le braccia nodose
e il petto villoso.
Hai forza tu.
Per forza hai forza:
sei un bruto.
Tu piaci alle donne
ma non a tutte le donne.
Dicono: «Che impressione!».
Ma forse sotto sotto
piaci anche a loro
e questo è brutto
perché allora
i non bruti come fanno con le donne?
Sì.
Questa è la questione:
come fanno i non bruti
con le donne?
Tu hai la voce bassa
tu hai la voce rauca
non dici vere parole
ma grugniti
ma ruggiti
eppure sbagli la grammatica
ma le donne non lo notano
e dicono:
«Ma che interessante che sei!»


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IO E LE RAGAZZE audioclip

Io non mi piace più andare con le ragazze
perchè non è più come una volta.
Non mi dicono più niente,
e io non gli dico più niente, non ci parliamo.
Anche se le invito a cena non ci parliamo
e non ci preparliamo e guardiamo male.
Loro pensano; che robaccia, che antipatico
tento di sorridere ed è peggio,
un sorriso da lucertola, poi mi si vedono i denti,
la lingua, la glotide, l'epiglotide, la faringe,
la laringe e la salpinge e la meninge.
Subito la testa mi scoppia
e loro con una scusa si alzano,
vanno al gabinetto del ristorante
a rifarsi il trucco.
Tornano dopo un'ora,
forse hanno telefonato.
Fatto sta che dopo un pò con una scusa
cominciano a dirmi, non posso far tardi,
è tardi domattina devo alzarmi presto.
Io non dico niente non protesto
non mi alzo, non le accompagno a casa
non me ne vado a letto,
forse dopo un pò non me ne vado al cinema solo.
Non ho fortuna con le donne,
Forse, no.

IL MILLEPIEDI

Tu sei un millepiedi
all'ombra dei muri
all'ombra dei funghi
tu vai e aspetti
tu aspetti e vai.
Tu punti i tuoi puntini
tu punti i tuoi piedini
tu punti i tuoi filini
tu cammini cammini
come una fila di soldatini
tu mangi poco e niente
tu fumi poco e niente, anzi non fumi.
Non ti piacciono i colori forti
tu vesti di grigio, o di nero
vai sul classico
sei un tipo fine tu, parli poco
e non fai discussioni
tu non fai conversazioni
appena ti dicono una barzelletta te la scordi
perciò non fai figura in società
eppure non hai complessi d'inferiorità.
A pallone non sai giocare
balli svelti non li sai ballare
eppure in società non hai complessi d'inferiorità.
Tuo padre si lamenta perché le scarpe
gli costano un occhio
però tu non porti i pantaloni
no, tu non porti i pantaloni
tu non porti i pantaloni
o millepiedi.


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L'ASINO audioclip

Tu sei un asino,
ha la coda,
quando ti volti dietro vedi la coda,
quando guardi avanti tu vedi la via,
tu vai per la via,
tu vai per la tua via.
Tu sei un asino,
tu fai hi tu fai ho
tu fai hi ho,
asino paziente
asino nostro,
hai le tue fissazioni
hai le tue delusioni.
Ami ficcare la testa nella greppia
e masticare la biada
e pensi e guardi, e pensi e guardi
col tuo grande occhio languido.
E tu fai hi e tu fai ho
e tu fai hi ho.

IL PORCO

Tu sei un porco
tutti vedono subito che sei un porco
dal fatto che abiti in un porcile.
Sei rosa con chiazze di sporco
tua moglie è una porca
le tue setole pungicano
la tua coda è un punto interrogativo
e perciò fa pensare
a fare delle grandi porcate.
Il tuo grugnito è pieno,
è felice
tu sei fantastico o porco.
Tu puzzi ma sei pieno di gioia.


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L'AUTOBUS

Tu sei un autobus, sei pesante
sei grosso, hai un motore
hai uno scappamento che fuma
e rugge e rugge
porti la gente per le vie della città
e della campagna
vai in salita sbuffando come una locomotiva
i tuoi fanali
spalancati nella notte
trafiggono la notte
il tuo radiatore respira, suda
latua targa di dietro
la tua targa davanti
latua manovella
il tuo cofano
le tue borchie scintillanti
i tuoi colori
i tuoi rumori
cigoli squassi vai vai, vai forte nella notte
gli addii festosi, i pesanti bagagli
squassati nella notte
le vecchie signore squassate nella notte
la polvere delle autostrade d'Italia
Italia nostra, Italia, Italia, Italia.

L'UOMO DI SINISTRA

Tu stai a sinistra
ma non seiun uomo di sinistra
perchè quelli sono servi dei padroni.
E allora tu stai più a sinistra della sinistra
ma non sei un uomo a sinistra della sinistra
perchè quelli sono servi dei padroni.
E allora tu stai più a sinistra della sinistra della sinistra
ma non sei un uomo a sinistra della sinistra della sinistra
perchè quelli sono servi dei padroni.
E allora tu stai più a sinistra della sinistra della sinistra della sinistra
ma non sei un uomo a sinistra della sinistra della sinistra della sinistra
perchè quelli sono servi dei padroni.
E allora tu stai più a sinistra della sinistra della sinistra della sinistra della sinistra
ma non sei un uomo a sinistra della sinistra della sinistra della sinistra della sinistra
perchè quelli sono servi dei padroni.
Ah, ora capisco !
Forse tu stai più a sinistra della sinistra della sinistra della sinistra della sinistra della sinistra
e sei veramente un uomo a sinistra della sinistra della sinistra della sinistra della sinistra della sinistra
perchè sei del Texas !
O uomo di sinistra.
Oppure dell'Arizona, oppure del Nebraska, oppure dell'Ohio,
oppure dell'Oklahoma, oppure del Minnesota,
oppure del Kansas...


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L'AZIENDA  videoclip nella sezione video

Tu sei un'azienda
tu sei la nostra azienda.
Cioè noi non siamo i proprietari dell'azienda
noi siamo impiegati
noi siamo condannati
nell'azienda dove noi siamo entrati
un giorno, anni fa.
E da quel giorno
ogni mattina noi entriamo in te
o nostra azienda.
Timbriamo il cartellino
sediamo al tavolino e lavoriamo
o sediamo al tavolino e non lavoriamo.
Noi siamo tuoi
o nostra azienda.
Tu sei buona se noi siamo buoni.
Ma se noi non siamo buoni
tu ci cacci via
perchè sei tremenda o nostra azienda.
E allora soli e tristi sogneremo
il consiglio d'amministrazione
il consigliere delegato
il presidente, il direttore generale
e l'ufficio vendite, e l'ufficio acquisti
e l'ufficio meccanografico.
Ma se noi saremo buoni
non sogneremo niente.
Chi è buono non ha bisogno di sognare
perchè chi è buono ha dentro di sé
perchè chi è buono ha sopra di sé
perchè chi è buono ha dietro di sé
la sua buona azienda
o nostra azienda.

BOLTANSKI

Tu sei Boltanski
artista slavo
tu ti mostri
tu ti mostri con le mostre
senza mostri.
Ma
invece dei mostri
tu mostri sottovetro
i peli di Boltanski
i capelli di Boltanski
le unghie tagliate di Boltanski
i calcoli renali di Boltanski
l'appendice di Boltanski
le chicche di Boltanski
le calze vecchie di Boltanski
le scarpe di Boltanski
la firma di Boltanski
o mio Boltanski.
Tutte queste opere stanno alla Biennale
alla Triennale
alla Quadriennale
e costano care.
Ma se uno è povero
e nella stanza di soggiorno
ha messo sottovetro i suoi peli
i suoi capelli
le sue unghie tagliate
le sue chicche
le sue calze vecchie
le sue scarpe vecchie
e quando farà l'appendicite ed i calcoli
ci metterà anche quelli e li firmerà
Boltanski
si sentirà in colpa perchè saranno solo copie
e non saranno così perfette come gli originali.
Perciò
non inviterà mai a casa sua
un critico d'arte perchè scoprirebbe
il falso Boltanski o mio Boltanski.


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L'AMERICANO

Tu sei un americano
sei alto sei piedi
hai scarpe di cuoio
abito di dacron
la camicia di dacron
la cravatta di dacron
mangi bistecche di dacron
hamburger di dacron
mastichi peppermint
denti candidi, tutti uguali
bevi lo scotch
tu sei optimist, tu sei naturist
tu giochi a basa-ball
hai il fegato sintetico
hai denti ingualcibili, candidi uguali.
La luce dei tuoi denti candidi
sorge al mattino da Las Vegas a perdita d'occhio.
Tu sei troppo americano, forse
ma sei generoso, molto generoso.
Dalla battaglia di Piccolo Grande Corno,
tu non comprendi le cose piccole.
La tua palla da base-ball varca l'oceano
e giunge a Parigi con un sibilo
ed un fragore di business...

LO SCHELETRO

Tu sei uno scheletro
tu ridi con denti bianchi
tu guardi con quei buchi vuoti
nulla ti commuove
non hai cuore
non hai fegato
non hai cervello
se calvo, sei liscio
aguzzo
non hai la lingua
perciò quando parli
tu dici solo le erre
le di, e le ti
non pqrli molto
però
ogni tanto tremi tutto
e fai
ratta-tà-tà
rat-tà-tà-tà
rrrat-tà-tà
rrtta-tà-tà
trat-tà-tà
e ci vuole l'interprete.
Per le strade tutti si voltano
e dicono: ma
dove va girando quello là?
Ogni tanto nel tuo teschio
vola qualche mosca
qualche moschino
ma subito scappa via terrorizzato.
Sei uno strano tipo tu
il cappello ti cala giù
gli abiti ti vanno larghi
e svolazzano
ma quando piove pendono giù
quando fa freddo tu batti identi
con rumore di ossa
con rumore di nacchere
tà-tà-tà-tà
rat-tà-rat-tà-tà
rat-tà-tà-rat-tà-tà


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